Francesco Piras - Photo Roberto Bigano

Affrontare un lavoro nel campo della comunicazione visiva, sia essa concretizzata con la grafica, con la fotografia o con il web, significa soprattutto realizzare il delicato compito di elaborare una sintesi concettuale e trovare le forme e i mezzi per rappresentarlo.

E nonostante quello della concretizzazione sia un problema arduo, soprattutto quando per affrontarlo serve una grande conoscenza e una grande tecnica, il problema della concettualizzazione lo è molto di più, perchè richiede sempre un lungo periodo di studio e di ricerca e una sensibilità che si sviluppa in base al proprio percorso culturale, al proprio vissuto e alla capacità innata di determinare una sintesi creativa.

Il concetto di bellezza e il concetto di coerenza formale

«La bellezza salvera il mondo? Non la bellezza, la bontà, pas la beauté, la bonté. La bellezza è una trappola culturale, estremamente perversa e pervertita di cui uno fa un po' quel che vuole.»

Così il designer Philippe Starck commenta la citazione della frase di Fëdor Michajlovič Dostoevskij "La bellezza salverà il mondo". Una frase così dichiaratamente avversa alla bellezza appare atipica per un creativo che progetta oggetti che comunemente vengono definiti come "belli". Ma è proprio il concetto di bellezza che viene discusso da Starck, la bellezza come parametro assoluto che determina la qualità delle cose e delle creazioni.

Anche Bruno Munari, nelle sue lezioni al Carpenter Center for the Visual Arts di Cambridge nel Massachussetts, è partito da questo concetto per sviluppare il suo metodo di insegnamento, "un metodo di insegnamento basato non più sugli antichi concetti di ciò che è bello e ciò che è brutto, ma su ciò che è giusto o sbagliato, secondo un dato principio formatore."

Il concetto di bellezza vieni quindi sostituito da quello di coerenza formale.

Questo rifiuto della bellezza come obbiettivo progettuale e come canone assoluto sta alla base dei principi che muovono anche il mio lavoro, e che danno significato a lavori che faccio, siano fotografie o progetti grafici.

L'opera quindi appare bella quando è giusta, quando è coerente cioè con il messagio di cui è veicolo.